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Il miele: il “cibo degli dei”




Il miele, considerato nell’antichità il “cibo degli dei”, ha rappresentato per millenni l’unico alimento zuccherino. Già nel 3000 a. C. veniva usato per curare i disturbi digestivi e come medicamento per piaghe e ferite. Gli apicoltori egiziani si spostavano lungo il Nilo alla ricerca di piante in fiore. I Romani ne consumavano in gran quantità mentre i Greci lo offrivano in dono nei loro riti religiosi.
Ancora oggi il miele viene considerato un eccellente alimento che insieme ai suoi derivati (pappa reale, propoli) vanta proprietà lenitive, ricostituenti e antianemiche.
Tutti conoscono il miele come fonte di zuccheri semplici con elevato potere energetico, ma pochi sanno che è meno calorico del saccarosio e più dolcificante quindi permette, a livello dietetico, di realizzare un piccolo risparmio di calorie.
Grazie alle instancabili api che raccolgono le minuscole goccioline di nettare e lo trasformano, con un elaborato processo, in miele, il “cibo degli dei” arriva a noi.
Il miele è costituito per l’80% da fruttosio, glucosio e piccole quantità di maltosio e saccarosio, da sali minerali, aminoacidi, enzimi e vitamine.
Esistono molte varietà di mieli ognuna con il proprio, aspetto, gusto ed aroma. La maggior parte dei mieli cristallizzano quindi diventano solidi altri non cristallizzano affatto come il miele di acacia. I sali di ferro e il tannino, che caratterizzano il miele di castagno gli conferiscono un sapore lievemente amarognolo mentre il miele di erica ha un sapore che ricorda l’anice.
Ma la nuova bomba energetica è rappresentata dal miele di aloe. Se si considera che anche l’aloe contiene una gran quantità di proprietà benefiche per le funzioni organiche (vitamine, sali minerali e la maggior parte degli aminoacidi essenziali), si comprende quanto benefica possa essere l’assunzione di questo miele che gli dei, dall’alto, rimpiangeranno di non aver assaggiato.

Nicoletta Amadio

Benessere e Salute, 2005-01-07