Notizie dall’ILO. Ginevra – alimentazione e lavoro in…sicurezz@.
Una cattiva alimentazione sul luogo di lavoro nuoce alla salute e alla produttività
dei lavoratori.
Secondo un nuovo Rapporto dell’Ufficio Internazionale del Lavoro, un
regime alimentare troppo povero o un’alimentazione troppo ricca sul
luogo di lavoro può provocare una perdita di produttività del
20 per cento. La malnutrizione colpisce circa un miliardo di persone
nei paesi in via di sviluppo (PVS), mentre l’eccesso di peso e l’obesità
coinvolge un numero analogo di persone per lo più nei paesi industrializzati.
« Nel mondo del lavoro, programmi di alimentazione carenti e un’alimentazione
povera sono la causa di numerosi problemi : morali, di sicurezza, produttivi
e di salute a lungo termine per i lavoratori e per le nazioni. Tuttavia, sono
pochi i lavoratori soddisfatti della loro alimentazione », dichiara
Christophe Wanjek, autore del Rapporto L’alimentazione sul lavoro :
soluzioni contro la malnutrizione, l’obesità e le malattie croniche
che sarà presentato ufficialmente in occasione del XVIIº Congresso
mondiale sulla sicurezza e la salute sul lavoro (Orlando, Florida –
dal 19 al 22 settembre).
Questo studio, il primo a passare in rassegna le abitudini alimentari sul
luogo di lavoro in diverse parti del mondo, afferma che una migliore alimentazione
sul lavoro accrescerebbe il tasso di produttività nazionale, prevenendo
carenze, malattie croniche e obesità. Questo richiederebbe modesti
investimenti ammortizzati dalla riduzione dei giorni di malattia e di infortuni
sul lavoro.
Il Rapporto afferma inoltre :
· Il mondo sta affrontando un « vuoto alimentare »
di proporzioni gigantesche. Una persona su 6 soffre di malnutrizione e un
numero uguale è colpito dall’obesità o è in soprappeso.
· Una alimentazione inadeguata può ridurre la produttività
del 20 per cento.
· Nel 2001, le malattie non trasmissibili legate al regime alimentare
rappresentavano il 46 per cento di tutte le malattie nel mondo e il 60 per
cento dei decessi, le malattie cardiovascolari da sole hanno causato il 30
per cento dei decessi.
· Nel 2020 il dato globale potrebbe salire al 57 per cento.
· Nel sud-est asiatico, la carenza di ferro è la causa di una
perdita di produttività pari a 5 miliardi di dollari.
· In India, il costo generato dalla perdita di produttività,
dalle malattie e dai decessi legati alla malnutrizione oscilla tra i 10 e
i 28 miliardi di dollari o dal 3 al 9 per cento del Prodotto Interno Lordo
(PIL)
· Nei paesi ricchi, l’obesità rappresenta dal 2 al 7 per
cento delle spese sanitarie : negli Stati Uniti, il costo dell’obesità
in termini di assicurazione, assenza per malattia e altre spese, è
stimato intorno ai 12,7 miliardi di dollari.
· Negli Stati Uniti, dove più dei due terzi della popolazione
è in sovrappeso, i costi sanitari diretti aumentano a circa 51,6 miliardi
di dollari e la perdita di produttività a 3,9 miliardi – che
corrispondono a 39,2 milioni di giorni lavorativi perduti, 239 milioni di
giornate ridotte, 89,5 milioni di giorni in ospedale e 62,6 milioni di visite
mediche.
· Nei PVS, un aumento del 1 per cento di calorie genera una crescita
della produttività sul lavoro del 2,27 per cento.
Troppo spesso l’alimentazione sul lavoro è percepita come una
questione secondaria o un ostacolo da parte di alcuni datori di lavoro. Le
mense, quando esistono, spesso offrono cibo mediocre e ripetitivo. I distributori
automatici offrono generalmente alternative poco salubri. I ristoranti di
quartiere possono rivelarsi cari o scarsi e gli alimenti acquistati da venditori
ambulanti sono più esposti a contaminazioni batteriche. I lavoratori
stessi a volte non hanno né il tempo né il luogo dove mangiare
oppure non hanno denaro per acquistarlo.
« I PVS devono rompere il circolo vizioso alimentazione povera/bassa
produttività/bassi salari. Alcuni lavoratori hanno difficoltà
a sfamare i loro figli in queste regioni e quando i bambini sono malnutriti
si mette a repentaglio la forza lavoro del futuro. È importante considerare
l’impatto della carenza di ferro e la difficoltà di rimediare
a questo problema. La carenza di ferro, che coinvolge circa la metà
della popolazione mondiale, è associata a lentezza e diminuzione delle
capacità cognitive che, di conseguenza, provocano incidenti e una ridotta
produttività », afferma Wanjek e aggiunge che « i
paesi ricchi si confrontano con i costi esorbitanti generati dalle malattie
croniche e dall’obesità. La soluzione migliore sarebbe quella
di distribuire il cibo sul posto di lavoro per assicurare un pasto sano almeno
una volta al giorno ».
Questo studio riporta numerosi casi pratici che testimoniano delle « soluzioni
alimentari » efficaci realizzate da diverse aziende in 28 paesi
industrializzati o in via di sviluppo. Tra queste, dei sistemi basati sui
buoni pasto in Brasile e in Francia, degli accordi tra aziende e negozi alimentari
negli Stati Uniti e in Sudafrica come anche delle raccomandazioni pratiche
per migliorare mense, caffetterie e refettori.
Il rapporto esamina anche la questione dell’acqua potabile, spesso ignorata
nell’alimentazione. La fame e l’accesso sostenibile all’acqua
potabile e a strutture sanitarie di base sono tra le principali sfide poste
dagli Obiettivi di sviluppo del millennio volti a dimezzare la povertà
nel mondo entro il 2015. Il rapporto rileva che il luogo di lavoro costituisce
il punto di partenza ideale per il raggiungimento degli obiettivi. L’accesso
ad una alimentazione sana è tanto importante quanto la protezione da
agenti chimici o da rumore eccessivo sul luogo di lavoro.
La questione dell’alimentazione sul lavoro è strettamente legata
ai principi dell’Agenda sul lavoro dignitoso dell’ILO. Essa costituisce
un fondamento essenziale per poter contare su una forza lavoro produttiva,
un elemento chiave della protezione sociale dei lavoratori e un tema importante
del dialogo sociale tra datori di lavoro e lavoratori, posto che l’accesso
all’acqua potabile e non soffrire la fame sono dei diritti fondamentali
dell’uomo. Nel 1956, la Conferenza Internazionale del Lavoro ha adottato
una Raccomandazione sui servizi sociali (n. 102) che stabilisce delle
norme per la realizzazione di mense, caffetterie, refettori e altre strutture.
L’idea era quella di rendere il lavoro un luogo ideale per effettuare
interventi di tipo sanitario, costituendo questo per molti lavoratori adulti
il luogo in cui passano almeno un terzo della giornata o la metà del
tempo in cui sono svegli.
In…Sicurezz@, 2005-09-15